Copertina di I musicanti di Brema

I musicanti di Brema

Autore: Jacob Grimm, Wilhelm Grimm

Illustratore: Lisbeth Zwerger

Editore: Camelozampa

Età: 4-5 anni

Tags: Racconti, Animali

Formato: Illustrato

Un asino, un cane, un gatto e un gallo, tutti ormai considerati inutili dai loro padroni, scappano e si mettono in cammino verso Brema per fare i musicanti; lungo la strada mettono in fuga una banda di briganti e troveranno una seconda vita. L'autentica fiaba dei fratelli Grimm tradotta dall'originale del 1857 da Bruno Berni e elevata dalle illustrazioni poetiche ed evocative di Lisbeth Zwerger. Una fiaba senza tempo che parla di riscatto, amicizia e della forza che nasce dall'unione.

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La nostra recensione

Ci sono fiabe che conosciamo così bene da rischiare di dimenticarne la forza. I musicanti di Brema, nella nuova edizione Camelozampa, torna invece a mostrarsi nella sua forma più autentica, grazie alla traduzione di Bruno Berni e alle illustrazioni di Lisbeth Zwerger. Il volume prosegue il progetto della collana Incanti e Destini, con cui la casa editrice sta riportando al pubblico italiano grandi fiabe classiche attraverso traduzioni integrali dall'originale e interpretazioni visive affidate a importanti illustratori. Dopo Cappuccetto Rosso, pubblicato nel 2023 con lo stesso trio di autori, traduttore e illustratrice, arriva dunque un nuovo tassello di questo percorso dedicato alla riscoperta delle fiabe dei fratelli Grimm.

La storia è, dunque, quella originale di quattro animali ormai anziani che non servono più ai loro padroni: un asino, un cane, un gatto e un gallo. L'asino è il primo a scappare da un padrone che vuole sbarazzarsene e decide di andare a Brema per entrare nella banda cittadina. Lungo la strada incontra il cane, fuggito anche lui dal proprio padrone, e i due si mettono in cammino insieme per diventare musicisti. Al gruppo si uniscono poi il gatto e il gallo. Tutti portano con sé la propria voce, le proprie paure e una storia di abbandono. Il viaggio, però, prende una piega inattesa quando gli animali incontrano una casa occupata da alcuni briganti. Sarà proprio la loro improbabile “orchestra” a trasformarsi in un'arma formidabile: salendo uno sopra l'altro e facendo ciascuno la propria musica, riescono a spaventare i malviventi e a conquistare la casa. I briganti tentano di riprendersela, ma invano. Il quartetto si trova così bene nella nuova dimora da decidere di fermarsi lì. E a Brema, in realtà, non arriveranno mai.

Doppia pagina: a sinistra il testo in cui i quattro animali fanno il loro baccano e saltano dentro dalla finestra, a destra la casa rossa nel bosco con gli animali che entrano da un lato e i tre briganti che scappano dall'altro tappandosi le orecchie
Gli animali riescono a cacciare i briganti.

La fiaba dei fratelli Grimm trasmette un importante messaggio di riscatto e solidarietà. I quattro animali, ormai vecchi e considerati inutili dai loro padroni, decidono di non arrendersi e di cercare insieme una nuova vita. Alle loro spalle avevano solo la minaccia della morte, e quindi ben poche speranze; ma facendosi forza e coraggio a vicenda, trovano le energie per intraprendere il cammino verso Brema. Lungo la strada devono poi affrontare la pericolosa situazione dei briganti e, grazie alla collaborazione e all'astuzia, riescono a cavarsela anche questa volta. La loro alleanza trasforma così le debolezze individuali in una forza comune e il loro spirito riesce a trasformare degli imprevisti in opportunità.

L'insegnamento forse più bello è che il sogno iniziale di diventare musicisti non si realizza nel modo previsto, ma il viaggio conduce comunque a una vita migliore. È una piccola lezione sull'imprevisto: non sempre arrivare alla meta che ci eravamo immaginati significa trovare ciò che stavamo cercando. La fiaba insegna, con ironia e intelligenza, a reagire alle difficoltà, a vincere le proprie paure e a non smettere di sperare in un futuro migliore. Una storia che, a distanza di oltre due secoli, rimane quindi attuale e capace di parlare a lettori grandi e piccini.

«Qualcosa di meglio della morte lo troverai in qualsiasi posto»

Doppia pagina: a sinistra il testo con la risposta del gallo sulla Madonna che lava le camicine di Gesù Bambino, a destra il gallo in primo piano su fondo azzurro, sormontato da piccole vignette con delle galline, il sole, la cuoca a braccia alzate e una pentola
Sopra il gallo, in piccolo, quello che lo aspetta: la cuoca e la pentola.

La fiaba è tradotta da Bruno Berni dall'edizione integrale tedesca del 1857: Die Bremer Stadtmusikanten, dalla raccolta Kinder- und Hausmärchen (Le fiabe del focolare) di Jacob e Wilhelm Grimm. I due fratelli furono soprattutto studiosi della lingua e della cultura tedesca e raccolsero e rielaborarono materiali della tradizione orale europea. I musicanti di Brema comparve nella seconda edizione della raccolta, nel 1819, come fiaba numero 27. Il lavoro dei fratelli Grimm non consisteva semplicemente nel trascrivere racconti ascoltati dalla viva voce: le diverse edizioni mostrano infatti un lungo processo di revisione e trasformazione, che arrivò fino alla celebre edizione del 1857.

La traduzione di Berni punta a conservare quel testo nella sua pienezza. I ritmi, le parole utilizzate e, soprattutto, le espressioni e le frasi fatte restituiscono molto bene il respiro di una fiaba dell'Ottocento. La storia è scritta in una lingua contemporanea, ma conserva termini ed espressioni come «garbava», «dove si disposero a passar la notte» e «zolfinello». Queste scelte fanno sentire la provenienza antica del racconto e aiutano anche a calare la storia in un contesto rurale. Una delle espressioni più particolari che Berni ha mantenuto è: «Avevo preannunciato il bel tempo» rispose il gallo, «perché oggi è il giorno in cui la Madonna lava le camicine di Gesù Bambino e le mette ad asciugare.» Il gallo, dunque, stava semplicemente facendo bene il suo lavoro, ma la padrona senza cuore aveva comunque deciso di farne una zuppa il giorno dopo per gli ospiti. Il testo, inoltre, viene tradotto nella sua interezza, senza rimuovere le parti più scomode, come quelle in cui i padroni vogliono sbarazzarsi degli animali.

«Perché sei così affannato, Ringhio?» gli chiese l'asino.
«Ahimè» rispose il cane, «sono vecchio e divento ogni giorno più debole, non riesco nemmeno ad andare a caccia. Il padrone voleva eliminarmi, così me la sono data a gambe. Come farò adesso a guadagnarmi il pane?»

Per confronto, ecco lo stesso passaggio nella traduzione di Filippo Paoletti del 1875:

«Ehi! perchè boccheggi così, amico» disse l'Asino. «Ah!» rispose il Cane, «siccome sono vecchio, tutti i giorni divengo più debole e più non posso andare a caccia, il mio padrone voleva uccidermi, io sono fuggito; ma ora come farò a guadagnarmi da vivere!»

Doppia pagina: a sinistra il testo dell'incontro fra l'asino e il cane da caccia, a destra il cane anziano ritratto in primo piano su un prato verde, con sopra di lui piccole vignette che mostrano un corno da caccia, due lepri, il cacciatore che corre e un cane giovane che salta
«Al cane quell'idea garbava»

A dare un volto a questa storia è Lisbeth Zwerger, che ha creato immagini caratterizzate da acquerelli delicati e atmosfere sospese e poetiche. Le immagini hanno tonalità morbide e una luminosità attenuata, lasciando spesso ampio spazio all'ambiente e al vuoto. I fondi acquarellati sono finissimi e rarefatti: osservate, per esempio, gli alberi della foresta appena accennati dietro il primo piano del cane. La luce e la composizione sono altrettanto eteree: i tre mulini dalle forme semplificate vengono colpiti da una luce contrastata, quasi fuori dal tempo, mentre l'asino, appena accennato, sta scappando nell'angolo in fondo a destra.

Doppia pagina: a sinistra il testo in cui l'asino capisce di dover scappare, a destra tre mulini a vento di notte, uno grande in primo piano e due più piccoli sulla collina, con l'asino ridotto a una piccola macchia bianca in basso a destra
I tre mulini, e in fondo a destra l'asino che scappa.

Zwerger ha posto inoltre una particolare attenzione alle espressioni degli animali. Sebbene assumano alcune pose o espressioni tipiche degli esseri umani, come il gatto che si regge la testa con la zampa, non sono mai rappresentati come caricature buffe. Hanno corpi segnati dall'età, occhi espressivi e una certa stanchezza che li rende immediatamente empatici. Quando l'asino, il cane, il gatto e il gallo raccontano la propria storia, i loro primi piani sono sovrastati da alcune vignette che visualizzano i loro pensieri o le loro parole, mostrando il lavoro svolto durante la loro vita e le terribili conseguenze che li avrebbero attesi se non fossero scappati. Sono splendide anche le vignette delle coreografie con cui i quattro musicisti elaborano il piano per cacciare i briganti, accompagnate dagli sguardi complici del cane e del gallo. Il contrasto con le situazioni comiche della storia produce un umorismo sottile. Zwerger ha la capacità di unire malinconia, ironia e delicatezza, trasformando episodi potenzialmente farseschi in immagini ricche di atmosfera, fiabesche e surreali.

Doppia pagina: a sinistra il testo che descrive come gli animali si arrampicano uno sull'altro, a destra i quattro animali in primo piano che si consultano e, sopra di loro, una fila di piccole vignette con le diverse combinazioni possibili della piramide
Le «coreografie»: in alto le varianti della piramide, in basso i quattro che si mettono d'accordo.

Lisbeth Zwerger è un'illustratrice austriaca, che ha reinterpretato grandi classici in modo personale e innovativo, coniugando tradizione e originalità. Nel 1990 ha ricevuto l'Hans Christian Andersen Award per l'illustrazione, uno dei massimi riconoscimenti internazionali nel campo della letteratura per l'infanzia.

Bruno Berni è studioso e traduttore di letterature nordiche e tedesche, e ha tradotto e curato un centinaio di opere da queste lingue. Particolarmente importante è il suo lavoro su Hans Christian Andersen, per il quale nel 2004 ha ricevuto il prestigioso Premio Hans Christian Andersen.

Questa nuova edizione de I musicanti di Brema funziona quindi su più livelli: è una fiaba divertente da leggere ad alta voce, una storia di amicizia e solidarietà per i bambini e, per i lettori adulti, un'occasione per riscoprire un classico attraverso parole e immagini autentiche, poetiche ed evocative. L'incontro fra la traduzione di Bruno Berni e gli acquerelli di Lisbeth Zwerger restituisce alla fiaba una certa ruvidità originale, senza rinunciare alla leggerezza.

Doppia pagina: a sinistra i mostri che hanno attaccato il brigante e il testo finale, a destra la casa rossa nel bosco con i quattro animali che ci abitano, una fisarmonica appoggiata al muro e il gallo sul tetto
I mostri che il brigante si è immaginato e la casa conquistata dagli animali.

Cinzia Ferrero ·

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