Il Gruffalò: come è nato e quali libri leggere

Il Gruffalò: come è nato e quali libri leggere

Oggi il Gruffalò è molto più di un personaggio da libreria: è protagonista di albi illustrati, libri-gioco, libri di adesivi, peluche e film d'animazione. Ma se quello che cerchi sono le storie originali del Gruffalò, la lista è sorprendentemente breve: sono tre.

Il terzo albo è stato pubblicato il 10 settembre 2026 in Inghilterra con il titolo Gruffalo Granny e il 15 settembre in Italia come Nonna Gruffalò, ventidue anni dopo Gruffalò e la sua piccolina. È quindi il momento giusto per mettere in ordine la serie, scoprire come è nato il personaggio del Gruffalò e conoscere l'autrice e l'illustratore che hanno creato questo divertente mostro terribile.

Doveva essere una tigre

Il Gruffalò non nasce come libro, ma da una recita. Julia Donaldson ricevette la richiesta di scrivere brevi testi teatrali, da far recitare a sei bambini e ispirati a storie tradizionali provenienti da tutto il mondo. Tra le storie che incontrò durante le sue ricerche ce n'era una che le rimase particolarmente impressa: il racconto di una bambina astuta che riesce a sfuggire a una tigre affamata convincendola di essere la creatura più temuta della foresta.

È una fiaba popolare cinese, di cui esistono molte versioni, e la più conosciuta è La volpe che sfrutta la potenza della tigre (狐假虎威). In questa storia, una volpe catturata da una tigre afferma di essere la regina degli animali e invita la tigre a seguirla. Quando gli altri animali scappano vedendole arrivare, la tigre crede che abbiano paura della volpe e finisce per lasciarla andare. Il principio è lo stesso de Il Gruffalò: la furbizia permette a un personaggio apparentemente indifeso di sfruttare la forza e la reputazione di un altro.

Dipinto cinese su rotolo: una tigre dal manto chiaro, a bocca aperta, sotto una lunga iscrizione a pennello e alcuni sigilli rossi
La tigre che non faceva rima, qui dipinta da Shen Zhou nella Cina del Quattrocento.

Donaldson pensò che sarebbe stato divertente trasformare la protagonista in un topo. Le sei parti teatrali sarebbero state quelle del narratore, del topo, della tigre e di altri tre animali. Cominciò a lavorare alla recita, ma si rese conto che quell'idea poteva diventare qualcosa di più: un albo illustrato. Decise quindi di metterla da parte, conservandola per un possibile progetto futuro.

Restava però un problema: Donaldson non riusciva a trovare delle rime soddisfacenti con “tigre”, in inglese “tiger”. Pensò allora di inventare un predatore immaginario, con un nome che si prestasse meglio alle rime. Da qui nacque il Gruffalò, il cui nome si inseriva perfettamente nel verso «Silly old fox, doesn't he know / There's no such thing as a Gruffalo».

La trasformazione da recita ad albo illustrato non fu immediata. Donaldson lavorò alla storia e la sottopose a un editore, che però la tenne da parte per circa un anno. Fu il marito Malcolm a suggerirle di inviarla ad Axel Scheffler, con cui aveva già collaborato per A Squash and a Squeeze. Scheffler mostrò il testo all'editrice Alison Green di Macmillan, che ne intuì il potenziale. Le illustrazioni di Scheffler contribuirono anche significativamente a trasformare quel mostro immaginario nel Gruffalò che conosciamo.

Pubblicato nel 1999, Il Gruffalò diventò uno dei più celebri albi illustrati della letteratura per l'infanzia. E tutto era cominciato da una recita, da una fiaba tradizionale e da una rima impossibile.

Chi sono Julia Donaldson e Axel Scheffler

Julia Donaldson è nata a Londra, nel Regno Unito, nel 1948. Ha studiato Drama e French all'Università di Bristol e, prima di dedicarsi soprattutto ai libri, ha lavorato come autrice e interprete di canzoni per bambini. Insieme al marito Malcolm ha anche fatto attività di busking, cioè spettacoli musicali per strada.

Il suo primo albo illustrato, A Squash and a Squeeze, è uscito nel 1993 e nasce da una canzone che aveva scritto per la televisione per bambini. Fu il primo libro illustrato realizzato insieme ad Axel Scheffler.

Il grande successo arrivò però nel 1999 con The Gruffalo, diventato uno dei più celebri picture book britannici. Donaldson è stata inoltre Children's Laureate del Regno Unito dal 2011 al 2013, un incarico dedicato alla promozione della lettura e della letteratura per l'infanzia.

Axel Scheffler è nato ad Amburgo, in Germania, nel 1957. Nel 1982 si è trasferito nel Regno Unito per studiare Visual Communications alla Bath Academy of Art, a Corsham, nel Wiltshire, diplomandosi nel 1985. Vive e lavora a Londra ed è l'illustratore di molti dei più famosi libri di Julia Donaldson.

Axel Scheffler e Julia Donaldson seduti a un tavolo all'aperto in un giardino: lui in camicia azzurra con gli occhiali, lei in rosso con una matita in mano, davanti a loro alcuni libri
Axel Scheffler e Julia Donaldson al festival internazionale di letteratura di Berlino, nel 2011.

Il duo ha firmato insieme anche La strega Rossella, Bastoncino, La chiocciolina e la balena, Zog e molti altri albi.

I 3 libri del Gruffalò in ordine

Si leggono nell'ordine di uscita, che è anche l'ordine cronologico della storia.

1. Il Gruffalò (1999)

Un piccolo topo attraversa il bosco frondoso e incontra, uno dopo l'altro, una volpe, una civetta e un serpente. Tutti vorrebbero mangiarlo. Il topo, però, ha un'idea: inventa una creatura terribile, il Gruffalò, e racconta agli altri animali che loro sono il suo piatto preferito. Il piano funziona, almeno fino a quando, dietro una curva, il Gruffalò compare davvero. A quel punto il topo deve usare ancora una volta l'astuzia per salvarsi.

Doppia pagina: a sinistra il topolino cammina in un bosco di tronchi alti e la volpe lo osserva da dietro un masso, a destra i due sono uno di fronte all'altro con il testo del dialogo sopra
L'inizio del primo libro: «Un giorno un topino allegro e gioioso andò a passeggiare nel bosco frondoso».

Il libro è stato pubblicato per la prima volta il 23 marzo 1999 e presenta già tutti gli elementi che renderanno famosa la serie: testo in rima, ripetizioni, incontri in sequenza, illustrazioni divertenti e ricche di dettagli e un piccolo protagonista che riesce a cavarsela grazie all'intelligenza.

A questo albo abbiamo dedicato una recensione completa, in cui raccontiamo come sono costruiti il testo e le illustrazioni, i meccanismi narrativi e il messaggio del libro.

2. Gruffalò e la sua piccolina (2004)

Gruffalò e la sua piccolina è stato pubblicato nel 2004, cinque anni dopo il primo albo. In questo titolo, il Gruffalò ha una figlia e vuole proteggerla dal bosco. Le dice quindi di non avventurarsi mai nella foresta, perché lì potrebbe incontrare il terribile Topo Tremendo. La piccolina, naturalmente, non è convinta. Una notte decide di uscire e va alla ricerca di questa creatura misteriosa.

Il secondo libro riprende il meccanismo del primo e lo ribalta: questa volta è la piccola Gruffalò a passeggiare nel bosco e a spaventare gli animali. Tuttavia, il topo deve ancora una volta usare la sua astuzia per cavarsela.

3. Nonna Gruffalò (2026)

Nonna Gruffalò arriva a far visita alla famiglia Gruffalò e per lei ci vuole solo il meglio. Padre e figlia si mettono a preparare uno stufato speciale, e il topolino deve fare in modo di non finirci dentro.

Doppia pagina: a sinistra il Gruffalò e la piccolina davanti alla gabbietta con il topo e il pentolone sul fuoco, a destra quattro tondi con una balena, pinguini e una barca. Accanto al libro, l'albumino de La chiocciolina e la balena
Per non finire nello stufato, il topo racconta. E le storie che sceglie sono altri libri di Donaldson e Scheffler, qui La chiocciolina e la balena.

Donaldson lo ha presentato come un libro sul raccontare storie, e il tema si inserisce bene nella natura della serie: nel mondo del Gruffalò, una buona storia può essere un'arma più efficace della forza.

Anche di questo terzo volume abbiamo scritto una recensione, in cui approfondiamo la trama e il messaggio, spieghiamo le citazioni e notiamo la leggera malinconia che caratterizza quest'ultima passeggiata nel bosco frondoso.

Serve averli letti tutti? No: le storie sono autoconclusive, ma funzionano meglio se lette in ordine, soprattutto la seconda. Così si possono apprezzare gli elementi che ritornano da un libro all'altro e seguire l'evoluzione del tema del racconto e del potere delle storie.

Perché Il Gruffalò funziona così bene

Ridurre Il Gruffalò a una semplice filastrocca divertente significa perdersi una parte del suo meccanismo. La storia è costruita come una serie di incontri che si ripetono. Il topo incontra un animale, viene minacciato, racconta del Gruffalò e prosegue. Il lettore impara rapidamente lo schema e può quindi anticipare quello che succederà. Poi arriva il ribaltamento: il mostro inventato dal topo esiste davvero. Il topo allora usa ancora una volta l'astuzia e fa credere al Gruffalò che tutti nel bosco hanno paura di lui.

È questo il cuore della storia: il protagonista non diventa più forte e non riceve un aiuto magico. Resta un piccolo topo che se la cava con le parole. La storia è raccontata con parole minuziosamente scelte: rime, ripetizioni, sequenze ricorrenti e uno splendido crescendo, fino a una narrazione circolare sorprendente. Anche la traduzione di Laura Pelaschiar riesce a mantenere la struttura, l'allegria e la comicità dell'originale. Il libro funziona particolarmente bene letto ad alta voce, e le formule ricorrenti invitano i bambini a partecipare.

Doppia pagina: a sinistra tre primi piani dentro altrettanti cerchi azzurri, zanne, artigli e denti, e in basso il topolino accanto a una roccia; a destra la volpe che fugge di corsa mentre il topo la guarda
Le prime tre caratteristiche, quelle riservate alla volpe: per ora il mostro esiste solo nella fantasia.

Il topo descrive il Gruffalò in tre momenti distinti, uno per ciascun predatore e tre caratteristiche alla volta: la volpe si spaventa per le zanne tremende, gli artigli affilati e i denti da mostro, e così si prosegue fino al bitorzolo verde in cima al nasone e agli aculei violacei sulla pelliccia. Quando il Gruffalò compare davvero, tutte e nove quelle caratteristiche terrificanti prendono forma in un unico mostro. È un meccanismo ingegnoso, che crea attesa e prepara il colpo di scena; ed è molto divertente leggere velocemente tutte le rime che descrivono le sue caratteristiche.

La storia di Donaldson è eccellente, e le illustrazioni di Scheffler non sono da meno. Il Gruffalò è il perfetto equilibrio tra mostro terribile e orsettone divertente: rotondo, peloso, con occhi grandi e distanziati e un'espressività comica. Anche il bosco in cui passeggia il topino è ricco di dettagli: un luogo in cui verrebbe voglia di fare un giretto... o forse no, viste le creature che lo abitano!

I libri attività e i giochi

Se cercate “Gruffalò”, troverete decine di libri. Tuttavia, le storie originali sono solo tre; tutto il resto comprende formati diversi: cartonati, libri sonori, libri-puzzle, edizioni celebrative e così via. Se cercate i libri della serie, sono quelli che abbiamo elencato sopra. Se invece volete giocare ancora un po' nel bosco frondoso, ecco alcune idee.

Il Gruffalò e i suoi amici. Attività e giochi all'aperto propone attività da fare fuori casa, come la ricerca del Gruffalò, una mangiatoia per farfalle, una pozione di fango e una caccia al tesoro. Con la rilegatura a spirale, si può portare in tasca durante una passeggiata nel bosco.

Il Gruffalò. Giochi e adesivi è invece un classico activity book: contiene giochi, puzzle, illustrazioni da decorare e più di 400 adesivi.

Come disegnare il Gruffalò e i suoi amici propone guide passo passo per disegnare il Gruffalò e gli altri personaggi creati da Donaldson e Scheffler.

Il Gruffalò. Una storia da leggere e giocare è una versione tattile e interattiva della storia originale, non un nuovo capitolo della serie. È un libro cartonato con alette e un pop-up finale.

Di peluche del Gruffalò ne esistono moltissimi. Quelli ufficiali sono prodotti da Aurora su licenza di Magic Light Pictures, la stessa casa di produzione che ha realizzato i film. Il Piccolo Gruffalo, 15 cm rappresenta la figlia del secondo libro, non il Gruffalò padre: è quindi la scelta giusta se volete abbinarlo a Gruffalò e la sua piccolina. Della stessa serie esistono anche il Gruffalò grande, il topolino, la volpe, la civetta e il serpente.

In inglese l'offerta è molto più ampia: Macmillan pubblica libri di adesivi con oltre mille adesivi, quaderni di attività dedicati ai singoli titoli ed edizioni natalizie. Il catalogo completo si trova sul sito ufficiale del Gruffalò.

I cortometraggi animati

Le prime due storie sono diventate anche due cortometraggi d'animazione prodotti da Magic Light Pictures.

Il Gruffalò (2009, disponibile gratis su RaiPlay) è diretto da Jakob Schuh e Max Lang e fu trasmesso per la prima volta dalla BBC One il giorno di Natale del 2009. È stato candidato all'Oscar per il miglior cortometraggio d'animazione e ha ricevuto anche una candidatura ai BAFTA.

Gruffalò e la sua piccolina (2011, disponibile gratis su RaiPlay) ha vinto il Cristal per il miglior special televisivo al festival di Annecy nel 2012.

Il Gruffalò, film d'animazione del 2009 Gruffalò e la sua piccolina, film d'animazione del 2011

Sono adattamenti che mantengono molto dello spirito e della struttura degli albi originali e possono essere una buona idea dopo la lettura, soprattutto per confrontare la storia con la sua versione animata.

Le canzoni del Gruffalò e altre

Prima di scrivere libri, Donaldson scriveva canzoni, e non ha mai smesso: il suo primo albo, A Squash and a Squeeze, nasce proprio da una canzone per la televisione per bambini. Sul sito ufficiale c'è una pagina che raccoglie una ventina di canzoni tratte dai suoi libri, cantate da lei in persona, accompagnata alla chitarra dal marito Malcolm. Fra queste c'è The Gruffalo Song. Si possono ascoltare direttamente sul sito del Gruffalò o trovare sulle piattaforme di streaming musicale. Esiste anche una raccolta illustrata, A Treasury of Songs, con codici QR per ascoltarle. Sono in inglese, ma si possono apprezzare anche senza capire tutte le parole.

Da che età

Il Gruffalò è un ottimo albo da leggere ad alta voce già nei primi anni: i bambini più piccoli possono seguire soprattutto il ritmo, le immagini e le ripetizioni, mentre crescendo possono cogliere meglio il gioco di inganni della storia. L'editore lo consiglia dai 3 anni; secondo noi, letto ad alta voce, funziona già dai 2, perché a quell'età si possono apprezzare il suono e le ripetizioni prima ancora di comprenderne pienamente il significato. Per cogliere appieno il gioco di astuzia del topino, invece, servirà qualche anno in più.

Gruffalò e la sua piccolina richiede una maggiore familiarità con il primo libro, perché ne riprende e ribalta il meccanismo: lo consigliamo dai 3 anni, come anche Nonna Gruffalò, indicato dall'editore dai 3 anni in su.

In tre righe

Dal 1999 al 2026, il Gruffalò è tornato nel bosco frondoso con tre storie che giocano con la paura, l'astuzia e il potere delle parole.

I primi due libri hanno venduto complessivamente oltre 18 milioni di copie nel mondo, mentre Il Gruffalò è stato tradotto in più di cento lingue e dialetti.

Tutto è cominciato con una tigre che non faceva rima. E da un piccolo topo che ha dimostrato che, per cavarsela anche nelle situazioni più difficili, una buona storia può valere più di artigli e zanne.

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Cover photo by Kat Closon on Unsplash
Le immagini dei film presenti in questo articolo provengono da The Movie Database (TMDB).
Questo articolo utilizza l'API TMDB ma non è approvato o certificato da TMDB.
La foto di Julia Donaldson e Axel Scheffler è di Christoph Rieger (CC0) e il dipinto della tigre è di Shen Zhou, entrambi da Wikimedia Commons.